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giovedì 15 gennaio 2015

ISIS O CIA?.



La riunione durante la quale è stata pianificata l'offensiva dell'ISIS. John McCain a destra nella foto. A sinistra, cerchiato in rosso, Abu Bakr Al Baghdadi. Accanto a lui e davanti la bandiera Siriana, altri due dirigenti dell'ISIS.Popoff ha rivelato l’esistenza di documenti (resi pubblici dall’ex agente della National Security Agency Edward Snowden) che dimostrano come siano state la Cia e il Mossad ad addestrare e ad armare l’Isis. Un’operazione segreta nome in codice “Nido dei calabroni”.

«L’unica soluzione per proteggere lo Stato ebraico è quella di creare un nemico alle sue frontiere, ma indirizzarlo contro gli Stati islamici che si oppongono alla sua presenza», si legge su un documento della Cia. Al Baghdadi è stato prigioniero a Guantanamo tra il 2004 e il 2009. In quel periodo Cia e Mossad lo avrebbero reclutato per fondare un gruppo capace di attrarre jihadisti di vari Paesi in un unico luogo. E tenerli così lontani da Israele. L’obiettivo era quello di creare un esercito in grado di spodestare il presidente siriano Bashar al Assad.

Nel giugno di quest’anno l’Isis (sempre supportato dagli Usa) ha tracimato nel nord dell’Iraq, sbaragliando le truppe governative irachene e massacrando musulmani sciiti, ebrei e, soprattutto, cristiani.

«È stato un fallimento. Abbiamo fallito nel voler creare una guerriglia anti Assad credibile. Era formata da islamisti, da secolaristi, da gente nel mezzo. Il fallimento di questo progetto ha portato all’orrore a cui stiamo assistendo oggi in Iraq». Ha dichiarato l’ex segretario di Stato Usa Hillary Rodham Clinton nel corso di un’intervista rilasciata a Jeffrey Goldberg del giornale web “The Atlantic”. «In un’intervista che risale allo scorso febbraio il presidente Obama mi disse: “Quando hai un esercito di professionisti che combatte contro contadini, falegnami e ingegneri che iniziano una protesta devi fare qualcosa. Purtroppo modificare l’equazione delle forze in campo è difficile, e quasi mai ci si riesce. All’epoca non capii. Oggi mi è tutto chiaro», scrive Goldberg.

È stato veramente l’ennesimo fallimento della politica estera statunitense? Per dare una risposta bisogna tornare indietro e raccontare la storia dall’inizio.

La caduta del Muro di Berlino rappresentò per le grandi multinazionali (principalmente quelle statunitensi) una grande opportunità commerciale. C’era una fetta di mondo, però, che fino ad allora era rimasta impermeabile al business made in Usa e non dava alcun accenno di voler abbassare la guardia: il Medio Oriente. Quattro i Paesi chiave: l’Egitto per tutta l’area era (ed è) quello che gli Stati Uniti rappresentano per l’Occidente, la guida commerciale e dei costumi; la Libia, la Siria e l’Iraq tre potenti nazioni che avevano eretto una barriera totale all’espansionismo di Washington.

Il piano era quello di rovesciare i vari regimi al potere e di instaurare sistemi di potere più sensibili al richiamo del dollaro e dei prodotti che arrivavano da oltre oceano. Un po’ ciò che avveniva già da tempo nelle monarchie del Golfo Persico.

Il Paese chiave era l’Iraq e il suo sanguinario (nonché seguitissimo dalle masse arabe) leader Saddam Hussein. Come hanno dimostrato migliaia di documenti, di filmati, di testimonianze e di foto, un ottimo amico di Washington, ma troppo furbo per cadere nella trappola economica.

E così nel 1990 l’ambasciatrice Usa a Baghdad convinse Saddam a invadere il Kuwait (come ha raccontato lei stessa più volte), per poi sfruttare a proprio vantaggio quell’episodio e dichiarare guerra all’Iraq (gennaio 1991).

Il primo conflitto iracheno non risolse la questione. Saddam era ancora al potere. Il Paese venne messo sotto embargo per dodici anni, con la speranza che il popolo esasperato si rivoltasse. Non accadde nulla. Allora (nel marzo 2003) approfittando dell’11 settembre l’allora Amministrazione Bush invase per la seconda volta l’Iraq. Saddam venne deposto. Ma il Paese continuava a sfuggire al controllo di Washington. Troppo numerosa la fazione sciita, troppo potente il vicino Iran. Venne allora avanzata la proposta di dividere l’Iraq in tre Stati: a nord-est i curdi, a nord-ovest i sunniti, al centro e al sud gli sciiti. Ma dovettero rinunciare di fronte alla resistenza della popolazione. Tentarono di nuovo nel 2007, ma ancora una volta fallirono. Serviva una nuova strategia, utilizzando un attore non statale, un’entità come un fantomatico Esercito islamico dell’Iraq e del Levante.


Il senatore USA John McCain, il vero tessitore della politica estera criminale degli USA

Nel frattempo veniva portata avanti la strategia nel resto del Medio Oriente. Il 18 dicembre 2010 la Tunisia insorse a cacciò il corrotto presidente Ben Alì. Il 25 gennaio 2011 si sollevò l’Egitto (il presidente Hosni Mubarak venne arrestato).

Il 4 febbraio 2011 la Nato organizzò al Cairo una riunione per lanciare la “Primavera araba” in Libia e in Siria. Secondo un documento (di cui Popoff è entrato in possesso), la riunione era presieduta da John McCain. Il rapporto specificava la lista dei partecipanti libici, la cui delegazione era guidata dal numero due del governo dell’epoca, Mahmoud Jibril, il quale aveva bruscamente cambiato schieramento all’inizio della riunione per diventare il capo dell’opposizione a Gheddafi in esilio. Il rapporto cita tra i delegati francesi presenti in quell’occasione Bernard-Henry Lévy. All’incontro parteciparono molte altre personalità, tra cui una folta delegazione di siriani che vivevano all’estero.

In esito alla riunione, il misterioso account di Facebook Rivoluzione siriana 2011 lanciò l’appello a manifestare davanti al Consiglio del Popolo (il parlamento) a Damasco l’11 febbraio. Nonostante questo account ostentasse all’epoca più di quarantamila followers, soltanto una dozzina di persone risposero all’appello davanti ai flash dei fotografi e a centinaia di poliziotti. La dimostrazione si disperse pacificamente e gli scontri non iniziarono che un mese più tardi, a Deraa.

Il 16 febbraio, una manifestazione in corso a Bengasi degenerò in sparatoria. Il giorno dopo, degenerò in sparatoria una seconda manifestazione. Nello stesso momento, membri del Gruppo islamico combattente in Libia, venuti dall’Egitto e coordinati da individui incappucciati e non identificati, attaccarono simultaneamente quattro basi militari in quattro diverse città. Dopo tre giorni di combattimenti e di atrocità, i ribelli lanciarono la rivolta della Cirenaica contro la Tripolitania e contro Muhammar Gheddafi.

Il 22 febbraio dello stesso anno McCain era in Libano. Là incontrò alcuni membri della Corrente del Futuro, e li incaricò di sorvegliare il trasferimento di armi in Siria. Poi, lasciando Beirut, il senatore ispezionò il confine siriano e scelse i villaggi (specialmente Ersal) che dovevano servire come base d’appoggio ai mercenari durante la guerra che sarebbe iniziata di lì a poco.

ACCUSATI DI AVER ORDITO IL ROVESCIAMENTO DEL PRESIDENTE HOSNI MUBARAK PER CONTO DEI FRATELLI MUSSULMANI, I DUE DIPENDENTI DELL’INTERNATIONAL REPUBLICAN INSTITUTE (IRI) DEL CAIRO, JOHN TOMLASZEWSKI (SECONDO A DESTRA) E SAM LAHOOD (SECONDO A SINISTRA) SI SONO RIFUGIATI PRESSO L’AMBASCIATA DEGLI STATI UNITI. ECCOLI ACCANTO AI SENATORI JOHN MCCAIN E LINDSEY GRAHAM IN OCCASIONE DELLA RIUNIONE PREPARATORIA DELLA
“PRIMAVERA ARABA” IN LIBIA E IN SIRIA. SARANNO SCAGIONATI DAL LEADER DEI FRATELLI MUSULMANI MOHAMED MORSI NON APPENA QUESTI DIVENTERÀ PRESIDENTE.

La Libia cadde come era accaduto prima alla Tunisia e all’Egitto, ma il regime di Bashar al Assad restò al suo posto. Ed ecco riapparire McCain. Era il 27 maggio 2013. Il giorno delle foto incriminanti. Il senatore dell’Arizona si recò illegalmente vicino a Idleb, in Siria, attraverso la Turchia, per incontrare alcuni leader della «opposizione armata». Il suo viaggio non fu reso pubblico che al suo ritorno a Washington dal direttore della comunicazione del suo staff Brian Rogers.

Un viaggio curioso, perché organizzato dalla Syrian Emergency Task Force, un’organizzazione diretta da un palestinese (Mouaz Moustafa) dipendente dell’Aipac, la più potente lobby ebraica negli Stati Uniti. ( Video allegato )

Ma torniamo alla nostra storia. La riunione mise in moto l’operazione “Nido dei calabroni”. Settemila jihadisti, provenienti da tutto il mondo, vennero addestrati in Turchia, altri cinquemila in Libia (sempre a spese dell’emiro del Qatar). Tutte nuove leve dell’Isis.






sabato 12 ottobre 2013

Il reato di clandestinità. Grillo e Casaleggio "scivolano" nuovamente su un vecchio discorso.

Saranno "scivolati" volutamente?

Non mi sono simpatici i "buonisti" nè i "benpensanti" e meno ancora gli ipocriti; per questo non voglio essere frainteso e confuso per uno di loro: l'immigrazione può essere una risorsa ma può essere, se mal regolamentata, anche un problema molto serio per un paese.

Ciononostante HO LETTO il post firmato Grillo/Casaleggio sul reato di clandestinitá e lo ritengo un grave errore!

L'unica ragione che puó spingere Grillo e Casaleggio a formulare dichiarazioni del genere puó essere data solo dallo scopo di "rosicchiare" consenso tra i leghisti e gli elettori della destra intollerante.

Inoltre nel post "incriminato" si usa l'orrendo appellativo di "clandestini" per riferirsi genericamente a tutti coloro che si trovano in Italia senza un documento che li autorizzi ad permanere legalmente sul territorio italiano, proprio sulla base di quelle leggi che il m5s da sempre critica (mi riferisco in particolar modo alla Bossi/Fini). Senza considerare che quasi sempre trattasi di gente che scappa da guerre o da estrema povertà rischiando sul serio la vita!

Spero che Grillo possa rendersi conto al più presto di questo errore che potrebbe colpire duramente il m5s in termini di consenso, specialmente tra coloro che, come me, conoscono bene il m5s e ne costituiscono lo "zoccolo duro". Oltretutto la coerenza è il nostro caposaldo, senza coerenza il Movimento Cinque Stelle perde di senso!

Per affrontare bene il tema del reato di clandestinità ci vorrebbe un trattato, ma una cosa è certa: dal mio punto di vista Grillo e Casaleggio questa volta (in quel post) hanno toppato nel modo e nella sostanza, ASPETTIAMO UN PASSO INDIETRO!

M.G.

mercoledì 9 ottobre 2013

Vajont, 09 ottobre 1963: 2200 morti - La tragedia del 1963, quando il lago tracimò e sommerse Longarone

Oggi 9 ottobre è il 50° anniversario della tragedia della diga del Vajont (9/10/1963)

PER NON DIMENTICARE.
Per saperne di più vi consiglio vivamente di vedere questo strepitoso monologo teatrale per la TV di Marco Paolini.
E dopo (...Ma solo dopo) il film: "Vajont" Francia 2001

Cliccando su questo link potete scaricare il file torrent dal quale scaricare il film completo in HD VAJONT


giovedì 26 settembre 2013

Berlusconi ha problemi psichiatrici? Ecco la risposta

--> Tratto da
http://www.tzetze.it/redazione/2013/09/berlusconi_si_e_fatto_cancellare_ogni_condanna_e_un_caso_psichiatrico/index.html



Franco Cordero, noto giurista e scrittore, si sfoga sulle pagine del Fatto Quotidiano

Abituato a scrivere dei comportamenti di Silvio Berlusconi nell'habitat che lui più odia, il tribunale, e delle varie modifiche legislative della sua maggioranza parlamentare, Franco Cordero, noto giurista e scrittore, ha riproposto la sua visione sulle vicende attuali che hanno coinvolto il "Berlusco Magnus".

"Da vent'anni eludeva i rendiconti penali, cumulando proscioglimenti dubitosi, gravi delitti estinti dal tempo, due Camere servili gli tagliavano i termini, norme penali caduche, se le abrogava - ha attaccato - L'obiettivo strategico era non lasciarsi giudicare: due 'lodi' invalidi lo vestivano d'una aberrante immunità; altrettanto invalida la norma che gli concedeva d'eludere le udienze accampando impedimenti".

Parole fortissime quelle pronunciate da Cordero durante un'intervista al Fatto Quotidiano. "La convulsione nasce da un caso psichiatrico. Costui pretende di essere diverso e lo è, clinicamente parlando: nella sua testa gli altri esistono come possibili prede. Appare monco dell'organo morale, con uno stomaco senza fondo e riflessi da alligatore" ha detto, riprendendo la metafora del Caimano, che lui stesso attribuì al "Dominus Berlusco" nel 2002.

Il giurista nell'intervista ha parlato anche della voglia irrefrenabile delle larghe intese di modificare la Costituzione, rinviando tutte le decisioni veramente importanti. Secondo Cordero è "una sciagura avere instaurato una fase costituente della quale nessuno sentiva ragione e bisogno, pericolosamente aperta a derive reazionarie. Destano sospetti alcune persone nel Pd, nonchè l'origine oscura della cosiddetta 'larga intesa': non significa poco che ripugni due elettori su tre". (Fonte)

giovedì 1 agosto 2013

Berlusconi CONDANNATO - E' definitivamente un EVASORE FISCALE CON FRODE!


La sentenza è stata confermata, in parte, dalla corte di cassazione. -->
La corte ha deciso che la pena a 4 anni di interdizione dai pubblici uffici è da riformulare da parte della corte di appello di Milano (dovrà essere da un minimo di un anno ad un massimo di tre).

Dunque il futuro di Berlusconi è segnato: qualche anno di arresti domiciliari o di servizi sociali obbligatori e sbattuto fuori dal senato e da qualsiasi altra carica pubblica.

Sarà così o Berlusconi tirerà fuori qualche coniglio dal cilindro con l'aiuto del socio PD come ormai siamo abituati?

Entro fine anno lo sapremo.... ma forse da domani vedremo le prime conseguenze di questa sentenza.

In base a ciò che accadrà da adesso in poi sarà a tutti più evidente, osservatori internazionali  in primis,  se il nostro paese si confermerà essere quello del bunga bunga (come sembra finora) oppure se sarà ancora possibile difendere la nostra dignità di italiani.


M.G.

mercoledì 24 luglio 2013

Intervento di Marco Travaglio al 21*anniversario della strage di Via D'Amelio

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Marco Travaglio conclude le manifestazioni in memoria di Paolo Borsellino e degli uomini della scorta con una ironica e sarcastica cronistoria degli avvenimenti che hanno segnato 20 anni di storia politica e giudiziaria nell'ambito delle stragi di mafia.

mercoledì 12 giugno 2013

Una sana incazzatura - Di Battista (M5S)

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Alle accuse della senatrice Gambaro del m5s:
"Due comuni conquistati non sono un successo, ma una debacle elettorale. Inoltre ci sono percentuali molto basse. Stiamo pagando - ha rincarato la dose Gambaro - i toni e la comunicazione di Beppe Grillo, i suoi post minacciosi. Mi chiedo come possa parlare male del Parlamento se qui non lo abbiamo mai visto. Lo invito a scrivere meno e osservare di più. Il problema del MoVimento è Beppe Grillo, noi il lavoro lo stiamo facendo e questo non viene percepito. Invece di incoraggiarci, scrivendo questi post ci mette in cattiva luce. Credo che altri all'interno del Parlamento abbiano le mie stesse idee; il disagio c'è ed è evidente, ma non arriva a un dissenso vero e proprio".
Grillo prima risponde:
Vorrei sapere cosa pensa il MoVimento 5 Stelle di queste affermazioni, se sono io il problema. Beppe Grillo
E poi (prendendo atto delle 2841 risposte dei cittadini che quasi all'unanimità rispondevano che il problema non era lui bensì chi, come la Gambaro, cercava di smarcarsi dagli impegni elettorali come la rinuncia al denaro attaccando Beppe Grillo che ne è il garante) Grillo risponde:

Quando uno vale niente

Uno vale uno, quando costruisce. Quando del dibattito fa crescita, arricchimento, fatica per arrivare un passo più oltre.Uno vale niente, quando smantella il proprio stesso progetto servendosi della complicità di chi ha il solo scopo di distruggerlo.Uno vale uno quando è un uomo libero, che mette in pratica la democrazia nel senso più nobile ed alto: la libertà di sé nel rispetto delle regole.Uno vale niente, quando si proclama a destra e a manca "democratico", proprio calpestando e disprezzando le regole che lui stesso si è dato.Uno vale uno quando rispetta, vive e conosce a fonde l'etica politica del progetto a cui partecipa, e che gli chiede impegno e partecipazione quotidiana.Uno vale niente, quando scopre che la propria "etica" coincide con quella di partiti altrui, ma prende in giro i propri compagni di strada restando solo per costruirsi un potere personale.Uno vale uno quando ci mette la faccia. Quando è pronto ad affrontare un'informazione ostile e dura, pur di far passare il proprio messaggio così scomodo al sistema.Uno vale niente, quando si fa usare da un'informazione ruffiana, quando -credulone!- si bea delle lusinghe di quella Casta, che lo circuisce pronta a gettarlo via appena non servirà più. Uno vale uno quando è consapevole che l'opportunità unica che gli è stata offerta non è per i suoi meriti, ma per servire un Paese alla canna del gas e i suoi disperati cittadini.Quando invece crede di essere diventato Onorevole per chissà quali fortune, per chissà quali divine investiture, e usa il progetto di milioni di italiani per promuovere se stesso e assicurarsi un posto al sole, allora è uno che non vale proprio niente.

La Senatrice Adele Gambaro ha rilasciato dichiarazioni false e lesive nei miei confronti, in particolare sulla mia valutazione del Parlamento, danneggiando oltre alla mia immagine, lo stesso MoVimento 5 Stelle. Per questo motivo la invito per coerenza a uscire al più presto dal M5S.
IO STO CON GRILLO !!!!!!

lunedì 10 giugno 2013

Alfonso Bonafede sulla presenza di Alfano alla manifestazione di Brescia (5/6/2013)

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Non ci sono parole per introdurre un così bel discorso quindi...
BUONA VISIONE E SOPRATTUTTO BUON ASCOLTO:

mercoledì 15 maggio 2013

Tsunami di ghiaccio in Minnesota

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dal sito: http://www.articolotre.com/2013/05/tsunami-di-ghiaccio-in-minnesota/169977



Questo episodio si era già manifestato in Canada, lasciando dietro di se una vera e propria scia di distruzione, con almeno una dozzina di abitazioni devastate nel Manitoba, dove è stato dichiarato lo "stato d'emergenza". Si tratta di un fenomeno estremo causato dai venti gelidi dell'artico che soffiando ad oltre 100 Km/h creano e spostano questa enorme onda di ghiaccio che avanza lentamente, ma inesorabilmente anche sulla terra ferma. A distanza di pochi giorni anche il Minnesota è stato colpito dallo tsunami, che partendo dal Lago Mills si è spinto oltre il litorale investendo diverse case. Le scene mostrate dai filmati sono inquietanti, degne del miglior film sulle catastrofi naturali, eppure è tutto vero; il ghiaccio avanza inarrestabile, inesorabile senza farsi fermare da nulla, invade e travolge con la sua terribile lentezza qualsiasi cosa e la gente rimane scossa ed impaurita da questa "furia silente".

Anche in altre città è scattato l'allarme, come ad esempio Ochre River ad ovest di Winnipeg, e sono state immediatamente evacuate, mentre le autorità permettevano solamente ad alcune persone, le cui case erano fortunatamente rimaste ancora in piedi, di entrare all'interno per recuperare alcune cose. Una famiglia ha persino riferito alla stampa di aver visto il ghiaccio avanzare con un'estrema facilità travolgendo la loro casa a due piani, spostando mobili e portando la vasca da bagno nel corridoio prima di raggiungere le loro stanze. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

mercoledì 8 maggio 2013

Risultati del sondaggio: Floris, giornalista o dipendente?

Qui trovate i risultati del sondaggio lanciato sul blog di Beppe Grillo che aveva come titolo:

Floris, giornalista o dipendente?

Per vedere i risultati cliccate su questo link:
http://www.keysurvey.com/reportmodule/REPORT3/Member/Report/jsp/Export2image.jsp?rpsID=6760271806755495387
Ecco qui l'anteprima:

sabato 4 maggio 2013

La "questione" Paolo Becchi


dal "Fatto Quotidiano"

La crocifissione di Paolo Becchi


Chi ha visto “Servizio pubblico”, ieri sera, ha assistito in diretta al pestaggio di Paolo Becchi: più o meno, l’equivalente televisivo della crocifissione di Fantozzi in sala mensa. Avendo attaccato Becchi quando era sulla cresta dell’onda, vederlo sconfessato dal Movimento e additato al pubblico ludibrio non mi ha dato alcun piacere: i media l’hanno fabbricato, i media lo distruggono, siano benedetti i media. Messo all’angolo, solo contro tutti, verso la fine Paolo è riuscito persino a contrattaccare, strappando a un pubblico che evidentemente non aveva capito nulla tre-applausi-tre, che mi hanno fatto sentire sollevato per lui. Perché lui non lo giustifico ma almeno lo capisco: quello che non capisco né giustifico è Santoro.

Prima invita Becchi alla trasmissione, per permettergli di precisare il proprio pensiero, in realtà per sbatterlo in prima pagina. Poi, quando lui comincia a farfugliare sciocchezze sulla Banca d’Italia, afferma sornione di comprendere la sua confusione, visto il guaio in cui s’è messo. Quindi lo lascia massacrare da Nosferatu Sallusti, senza neppure permettergli di replicare. Poco ancora, gli ridà la parola dopo un tempo televisivamente interminabile, durante il quale le telecamere hanno indugiato sul suo volto terreo, dichiarandosi persino contento che si fosse un po’ ripreso. Infine, lo attacca per dargli il colpo di grazia, già sapendo che dopo, come aveva annunciato, Becchi toglierà definitivamente il disturbo.

Non si ammazzano così anche i cavalli? Ma ammazzare il cavallo a Santoro non è bastato: ispirato dagli sfondoni storici di Becchi, ha voluto darci a sua volta lezioni di storia. Così ha evocato la repubblica di Weimar, riuscendo a dire, se ho ben capito, che almeno Hitler, nei primi sei mesi dopo la presa del potere, aveva eliminato la disoccupazione. Oddio, certo che l’ha fatto: ma riarmando la Germania, e assumendo i disoccupati nelle fabbriche di armi. È questa la ricetta di Santoro per uscire dalla crisi? Di armi, in giro, non ce n’è già abbastanza?
Ecco, a questo punto ci mancava solo che Santoro ci invitasse a invadere la Polonia, e poi la gaffe – ben più ciclopica di quella di Becchi attorno alla quale era stata costruita l’intera puntata – sarebbe stata completa, vertiginosa, irrecuperabile. Lo propongo seriamente ai vertici della Sette: valutata la gravità delle gaffe rispettive, perché Servizio pubblico non lo conduce Paolo Becchi?


Intervista a Paolo Becchi in "La zanzara"
Clicca qui per riascoltare l'intera puntata (audio)

Becchi a servizio pubblico  



Replica di Sallusti: “Gli spari non sono nè per noi, nè per   

 Servizio Pubblico, Becchi: “Questo governo è ricattato da Berlusconi. E’ spaventoso”

giovedì 2 maggio 2013

Tutte le news che non vedrete mai in TV (Playlist sempre Aggiornata)

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mercoledì 24 aprile 2013

Udite Udite: Tra i nomi vicini a Berlusconi spunta quello di Napolitano

Dal sito Cado in piedi

Spunta una lista di nomi vicini a Berlusconi, contenuta in un quaderno di un manager Fininvest. Fra questi c'era quello di Napolitano

"Sua Castità". Con questo titolo, Marco Travaglio commenta oggi la rielezione di Napolitano e l'accordo (o forse è meglio chiamarlo inciucio) fra i partiti.

Ecco l'editoriale pubblicato il 24 aprile sul Fatto Quotidiano:
Complimenti al regista, e anche allo sceneggiatore. Ieri, giorno III dell'Era Napolitana, l'Inciucio Day si è aperto di prima mattina nel supercarcere dell'Ucciardone (e dove se no?) con un sacrificio votivo sull'altare della Casta: un bel falò pirotecnico, non di agnelli o montoni o vergini inviolate, ma di nastri e bobine che immortalavano le quattro telefonate fra il capo dello Stato Giorgio Napolitano e l'indagato per falsa testimonianza Nicola Mancino, implicato nella trattativa Stato-mafia. Con mirabile devozione e scelta di tempo, la Cassazione partecipava festosa all'incoronazione di Re Giorgio rendendo note le motivazioni della sacra pira: intercettare l'indagato Mancino senza prevedere che avrebbe chiamato il Quirinale per ricattarlo e senza rassegnarsi all'idea che la legge non è uguale per tutti fu, da parte dei giudici di Palermo, "un vulnus costituzionalmente rilevante".

Non contenti, i supremi cortigiani hanno disposto l'ennesimo rinvio della decisione sul trasloco dei processi a B. da Milano a Brescia, facendo slittare sine die il processo Ruby e allontanando così il giorno della sentenza, onde evitare che il noto puttaniere subisse un altro vulnus mentre s'appresta al trionfale ingresso nel governo di larghe intese. Illuminato e circonfuso da quel fuoco purificatore, il nuovo Re Sole si è recato in quel che resta del Parlamento per il tradizionale discorso della Corona. E lì ha abilmente scudisciato la Casta di cui fa parte dal 1953, raccogliendo applausi, standing ovation e ola dai frustati medesimi, ben consci che il gioco delle parti imponeva l'esercizio sadomaso per il bene supremo della sopravvivenza, all'ombra del Santo Patrono e Lord Protettore della banda larga. Copiose le lacrime sparse da Sua Castità, nella migliore tradizione del chiagni e fotti. All'incoronazione seguirà - come da cerimoniale della Real Casa - la grazia del Re, onde evitare che i sudditi scoprano l' "orrore" (men che meno in "piazza") di larghe intese con un condannato per frode fiscale, rivelazione di segreti ed eventualmente concussione e prostituzione minorile. Il quale saggiamente prorompe in un liberatorio "Meno male che Giorgio c'è".

Qualche irriducibile frequentatore di piazze o (Dio non voglia) della Rete avrebbe preferito vedere, al posto di Sua Castità, un uomo libero come Stefano Rodotà. Ingenui. Mai un moralista di tal fatta avrebbe potuto raggiungere lo scranno più alto di Montecitorio senza essere abbattuto a pallettoni dagli unici autorizzati rappresentanti della volontà popolare.

Basti pensare che l'incauto giurista, nel 1991 quand'era presidente del Pds, osò financo apporre la sua prefazione a un libro, Milano degli scandali di Barbacetto e Veltri, che anticipava le indagini di Mani Pulite sulla corruzione trasversale Dc-Psi-Pds. Fu ipso facto deferito ai probiviri del partito su richiesta di alcuni protagonisti del libro, essendo venuto meno al dovere di omertà mafiosa verso i compagni che rubano.

La procedura fu poi - per così dire - superata dagli eventi: i protagonisti del libro erano quasi tutti in galera e certi viri erano tutt'altro che probi. Ma il reprobo fu comunque punito come meritava: candidato del Pds a presidente della Camera, fu battuto da Napolitano, già protagonista di epiche battaglie contro la "questione morale" di Berlinguer e comprensibilmente leader dei miglioristi filo-craxiani, ribattezzati a Milano "piglioristi" per le mirabili arti prensili di alcuni di essi (il loro giornale, Il Moderno, era finanziato da Berlusconi, Ligresti, Gavio e altri gentiluomini).

Pochi mesi dopo i magistrati di Napoli arrestavano per tangenti il manager Fininvest Maurizio Iapicca, sequestrandogli un quadernetto con la lista dei politici "vicini" al gruppo B.: tra questi campeggiava il nome di Giorgio Napolitano. Il che rende gli applausi, le standing ovation, le ola e i "meno male che Giorgio c'è" di ieri vieppiù meritati.

Leggi anche:
Inciucione Pd-Pdl pro Napolitano: Grillo aveva ragione su tutto

martedì 23 aprile 2013

IL GIARDINO DEI SEMPLICI in concerto al "Teatro Cilea" di Napoli


Il nuovo album de 'Il Giardino dei Semplici'

11 maggio 2013

ARGENTO VIVO – IL GIARDINO DEI SEMPLICI
Alla vigilia del suo 38esimo anniversario di carriera, Il Giardino dei Semplici ritorna in maniera trionfale con un nuovo lavoro discografico, il cui titolo richiama l’energia più pura ed esplosiva: ARGENTO VIVO. Un album che ripresenta la vena melodica della grande musica leggera italiana, ma vestita di sonorità moderne ed anglosassoni ed impreziosita da una carica di sano rock anni duemila.
Il Giardino dei Semplici è uno dei gruppi di culto più amati in Italia (4 milioni di dischi venduti, 1.800 concerti, 1 Sanremo e 3 Festivalbar), che vanta nel proprio repertorio grandi successi come Tu, ca nun chiagne, Miele, M’innamorai, Concerto in La Minore e Vai. Il disco, l’undicesimo da studio della loro carriera, riesce a dipingere in pieno la vitalità di una band che è sempre riuscita a giocare con gli “elementi chimici” della musica, mescolando generi ed influenze in maniera unica, coniugando mondi differenti e distanti fra loro per creare con successo il proprio universo artistico.
L’album esce sotto la prestigiosa egida della casa discografica HALIDON. Contiene 14 brani inediti, i cui temi spaziano tra poli diversi. L’amore ed il romanticismo (Abbracciami, I love you, Mandami un messaggio, Sei bellissima, Se un giorno tu, Una storia infinita), l’amicizia e la voglia di fare musica insieme (Argento vivo, Batti il tempo), il vivere in comune ed i suoi problemi (La macchina dell’inganno, Odierò, Solo), l’affetto per la propria città e la propria squadra (Grande grande), la spiritualità (Eternità, Dietro il sole). 14 passi nel tempo e nello spazio dei sentimenti umani.
Il Giardino dei Semplici è formato da: Luciano Liguori (basso, voce solista, cori), Andrea Arcella (tastiere, piano, programmazione, cori), Tommy Esposito (batteria, cori) e Savio Arato (chitarre, cori).
I brani sono stati scritti, arrangiati e prodotti dal trio storico, Arcella-Liguori-Esposito, in perfetta comunione artistica. Ad accompagnarli in questa avventura, i chitarristi Arato e Lino Esposito, che hanno messo a disposizione il loro tocco chitarristico “pirotecnico”, muovendosi in un territorio musicale non molto lontano dalla sensibilità rock moderna. Assolutamente degna di nota è la partecipazione del musicista Gianfranco Campagnoli, che suona il trombino ed il flicorno nell’intensa ed epica Eternità, una traccia che farà molto discutere. In due brani figura anche una penna d’eccezione, Ottavio Liguori, figlio di Luciano, anche lui musicista.
Il lavoro è stato anticipato dal primo singolo Grande grande, tuttora utilizzato come sigla di una popolare trasmissione calcistica e dunque colonna sonora di un videoclip girato dalla band allo stadio San Paolo di Napoli.
“Questa è la nostra evoluzione, forse il disco più personale ed intenso della nostra lunga carriera. E’ pieno di emozione ma anche di tanta energia, un’energia che avvolge. I testi riflettono i nostri pensieri, le nostre impressioni, la nostra vita.” – Andrea Arcella
“Abbiamo ascoltato tanti dischi nuovi negli ultimi anni, come musicisti ci siamo sempre mantenuti in aggiornamento… siamo ritornati alla chitarra elettrica, alla spontaneità, alla forza di quattro strumenti che suonano il pop-rock, ma lo abbiamo fatto con modernità e la voglia di risultare attuali.” – Luciano Liguori
“E’ un disco eccezionale che assomiglia più ad un viaggio, un viaggio fatto di molte tappe, tutte diverse. Ma
tutte ti arricchiscono dentro in maniera unica…” – Savio Arato
“Abbiamo scritto le canzoni col cuore, dunque di getto, ma abbiamo lavorato sodo per realizzare un disco
che fosse travolgente. Ci siamo dedicati al sound, volevamo un suono forte, e l’abbiamo trovato tornando
alle radici del gruppo, ma con la tecnologia di oggi.” – Tommy Esposito
ARGENTO VIVO è in vendita nei migliori negozi di dischi e nelle principali piattaforme digitali musicali, e
può essere anche ordinato attraverso il sito di HALIDON. All’interno del CD, un inserto (“Gift Card”),
contenente un codice esclusivo, consentirà all’ascoltatore di poter scaricare l’album dal vivo
Semplicemente live, registrato in occasione di un concerto de Il Giardino dei Semplici; un bonus interattivo
che impreziosisce ancora di più il ritorno discografico di questa grande band italiana.


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Lo staff de "Il Giardino Dei Semplici" ringrazia il Diario Delle Vergogne

sabato 13 aprile 2013

Programma Completo AC World Series Napoli (Qualificazioni Louis Vuitton Cup - America's Cup)




Sabato 13 aprile
11:00 Inaugurazione AC World Series Village
12:00 Partenza Trofeo Grandevela – Velalonga
20:30 Cerimonia di Apertura AC World Series – Piazza Plebiscito
Ospiti:
Gianfranco Coppola (Rai TGR3)
Un Posto al sole: Germano Bellavia e Marzio Honorato
Peppe Servillo (video)
Pietra Montecorvino
Solis String Quartet
Almamegretta
Orchestra di Piazza Vittorio
Toquinho
Noemi
Max Giusti
Massimiliano Rosolino
Enzo De Caro (video)
Diego Occhiuzzi
Pino Maddaloni
Patrizio Oliva
Ciro Ferrara
Pino e Franco Porzio

Conduce: Lorena Bianchetti

Domenica 14 aprile
10:00-19:30 Apertura AC World Series Village Area Espositori
11:30 Partenza Trofeo Grandevela – Coast Parade
14:00 Inizio programma di intrattenimento
21:00 ACWS Naples Acts & Concerts / intrattenimento serale:
Solis String Quartet, Teresa Salgueiro
Dj Set: Alessandro ippolito e Gabriele Canò (Empro Nut Academy)
Conduce: Maria Silvia Malvone – Radio Kiss Kiss Napoli

Lunedì 15 aprile
10:00-18:30 Apertura AC World Series Village Area Espositori
Allenamento AC45 (non obbligatorio per i team)
11:00 Inizio programma di intrattenimento
21:00 AC World Series Naples Acts & Concerts / intrattenimento serale:
Giovanni Block, Daby Toure’ & Enzo Avitabile
Dj Set: Alessandro ippolito e Gabriele Canò (Empro Nut Academy)
Conduce: Janpa Serino – Radio Club 91

Martedì 16 aprile
10:00-18:30 AC World Series Village Exhibitor Area Open/Apertura AC World Series Village Area Espositori
Allenamento AC45 (non obbligatorio per i team)
11:00 Inizio programma di intrattenimento
21:00 AC World Series Naples Acts & Concerts / intrattenimento serale:
Antonio Onorato e Toninho Horta
Dj Set: Maverick the deejay (Empro Nut Academy)
Conduce: Roberto Barone – Radio Capri e Radio Yacht

Mercoledì 17 aprile
10:00-18:30 Apertura AC World Series Village Area Espositori
11:00 Inizio programma di intrattenimento
14:00 AC World Series Napoli – Allenamento ufficiale
16:00 Dock-in Show
16:30 Napoli incontra gli skipper dell’America’s Cup World Series
21:00 AC World Series Naples Acts & Concerts / intrattenimento serale:
Enzo Gragnaniello e Ricky Montanari
Conduce: Gigio Rosa – Radio Marte

Giovedi 18 aprile
10:00-18:30 Apertura AC World Series Village Area Espositori
11:00 The America’s Cup Morning Show
12:00 Inizio programma di intrattenimento
13:00 Dock-out Show
13:45 AC World Series Naples – Qualificazioni del match race e quarti di finale
14:50 AC World Series Naples – Regate di flotta, prima e seconda
16:00 Dock-in Show
21:00 AC World Series Naples Acts & Concerts / intrattenimento serale:
Simona Molinari e Diego Moreno
Dj Set: Mastrantonio (Empro Nut Academy)
Conduce: Titta Masi – Radio CRC

Venerdì 19 aprile
10:00-18:30 Apertura AC World Series Village Area Espositori
11:00 The America’s Cup Morning Show
12:00 Inizio programma di intrattenimento
13:00 Dock-out Show
14:05 AC World Series Naples – Quarti di finale del match race
14:50 AC World Series Naples – Regate di flotta, terza e quarta
16:00 Dock-in Show
21:00 AC World Series Naples Acts & Concerts / intrattenimento serale:
Compagnia di Canto Popolare e Gipsy King Family
Dj Set: Maverick the deejay (Empro Nut Academy)
Presents/Conduce: Valter De Maggio – Radio Kiss Kiss Napoli

Sabato 20 aprile
10:00-18:30 Apertura AC World Series Village Area Espositori
11:00 The America’s Cup Morning Show
12:00 Inizio programma di intrattenimento
13:00 Dock-out Show
14:05 AC World Series Naples – Semi finali di match race
14:50 AC World Series Naples – Regate di flotta, quinta e sesta
16:00 Dock-in Show
21:00 AC World Series Naples Acts & Concerts / intrattenimento serale:
James Senese e Boosta (Dj set from Subsonica)
Conduce: Gigio Rosa – Radio Marte

Domenica 21 aprile
10:00-18:30 Apertura AC World Series Village Area Espositori
11:00 The America’s Cup Morning Show
12:00 Stage and Entertainment program starts/Inizio programma di intrattenimento
13:30 Dock-out Show
14:40 AC World Series Naples – Finale di match race
15:15 AC World Series Naples – Settima regata di flotta
16:00 AC World Series Naples, premiazione
23:00 Spettacolo pirotecnico

giovedì 14 marzo 2013

Il lato oscuro del cardinal Bergoglio (Articolo del 23/05/2006)

Tratto da www.donvitaliano.it/?p=145
23 Maggio 2006



Questo cardinale poteva essere papa!


Il cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, presidente dei vescovi argentini, nonché tra i più votati, un anno fa, nel conclave Vaticano che ha scelto il successore di Giovanni Paolo II, è accusato di collusione con la dittatura argentina che sterminò novemila persone. Le prove del ruolo giocato da Bergoglio a partire dal 24 marzo 1976, sono racchiuse nel libro L’isola del Silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina, del giornalista argentino Horacio Verbitsky, che da anni studia e indaga sul periodo più tragico del Paese sudamericano, lavorando sulla ricostruzione degli eventi attraverso ricerche serie e attente.

I fatti riferiti da Verbitsky. Nei primi anni Settanta Bergoglio, 36 anni, gesuita, divenne il più giovane Superiore provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina. Entrando a capo della congregazione, ereditò molta influenza e molto potere, dato che in quel periodo l’istituzione religiosa ricopriva un ruolo determinante in tutte le comunità ecclesiastiche di base, attive nelle baraccopoli di Buenos Aires. Tutti i sacerdoti gesuiti che operavano nell’area erano sotto le sue dipendenze. Fu così che nel febbraio del ’76, un mese prima del colpo di stato, Bergoglio chiese a due dei gesuiti impegnati nelle comunità di abbandonare il loro lavoro nelle baraccopoli e di andarsene. Erano Orlando Yorio e Francisco Jalics, che si rifiutarono di andarsene. Non se la sentirono di abbandonare tutta quella gente povera che faceva affidamento su di loro.

La svolta. Verbitsky racconta come Bergoglio reagì con due provvedimenti immediati. Innanzitutto li escluse dalla Compagnia di Gesù senza nemmeno informarli, poi fece pressioni all’allora arcivescovo di Buenos Aires per toglier loro l’autorizzazione a dir messa. Pochi giorni dopo il golpe, furono rapiti. Secondo quanto sostenuto dai due sacerdoti, quella revoca fu il segnale per i militari, il via libera ad agire: la protezione della Chiesa era ormai venuta meno. E la colpa fu proprio di Bergoglio, accusato di aver segnalato i due padri alla dittatura come sovversivi. Con l’accezione “sovversivo”, nell’Argentina di quegli anni, venivano qualificate persone di ogni ordine e grado: dai professori universitari simpatizzanti del peronismo a chi cantava canzoni di protesta, dalle donne che osavano indossare le minigonne a chi viaggiava armato fino ai denti, fino ad arrivare a chi era impegnato nel sociale ed educava la gente umile a prendere coscienza di diritti e libertà. Dopo sei mesi di sevizie nella famigerata Scuola di meccanica della marina (Esma), i due religiosi furono rilasciati, grazie alle pressioni del Vaticano.

Botta e risposta. Alle accuse dei padri gesuiti di averli traditi e denunciati, il cardinal Bergoglio si difende spiegando che la richiesta di lasciare la baraccopoli era un modo per metterli in guardia di fronte a un imminente pericolo. Un botta e risposta che è andato avanti per anni e che Verbitsky ha sempre riportato fedelmente, fiutando che la verità fosse nel mezzo. Poi la luce: dagli archivi del ministero degli Esteri sono emersi documenti che confermano la versione dei due sacerdoti, mettendo fine a ogni diatriba. In particolare Verbitsky fa riferimento a un episodio specifico: nel 1979 padre Francisco Jalics si era rifugiato in Germania, da dove chiese il rinnovo del passaporto per evitare di rimetter piede nell’Argentina delle torture. Bergoglio si offrì di fare da intermediario, fingendo di perorare la causa del padre: invece l’istanza fu respinta. Nella nota apposta sulla documentazione dal direttore dell’Ufficio del culto cattolico, allora organismo del ministero degli Esteri, c’è scritto: “Questo prete è un sovversivo. Ha avuto problemi con i suoi superiori ed è stato detenuto nell’Esma”. Poi termina dicendo che la fonte di queste informazioni su Jalics è proprio il Superiore provinciale dei gesuiti padre Bergoglio, che raccomanda che non si dia corso all’istanza. E non finisce qui. Un altro documento evidenzia ancora più chiaramente il ruolo di Bergoglio: “Nonostante la buona volontà di padre Bergoglio, la Compagnia Argentina non ha fatto pulizia al suo interno. I gesuiti furbi per qualche tempo sono rimasti in disparte, ma adesso con gran sostegno dall’esterno di certi vescovi terzomondisti hanno cominciato una nuova fase”. È il documento classificato Direzione del culto, raccoglitore 9, schedario B2B, Arcivescovado di Buenos Aires, documento 9. Nel libro di Verbitsky sono pubblicati anche i resoconti dell’incontro fra il giornalista argentino e il cardinale, durante i quali quest’ultimo ha cercato di presentare le prove che ridimensionassero il suo ruolo. “Non ebbi mai modo di etichettarli come guerriglieri o comunisti – affermò l’arcivescovo – tra l’altro perché non ho mai creduto che lo fossero”.

Ma… Ad inchiodarlo c’è anche la testimonianza di padre Orlando Yorio, morto nel 2000 in Uruguay e mai ripresosi pienamente dalle torture, dalla terribile esperienza vissuta chiuso nell’Esma. In un’intervista rilasciata a Verbistky nel 1999 racconta il suo arrivo a Roma dopo la partenza dall’Argentina: “Padre Gavigna, segretario generale dei gesuiti, mi aprì gli occhi – raccontò in quell’occasione – Era un colombiano che aveva vissuto in Argentina e mi conosceva bene. Mi riferì che l’ambasciatore argentino presso la Santa Sede lo aveva informato che secondo il governo eravamo stati catturati dalle Forze armate perché i nostri superiori ecclesiastici lo avevano informato che almeno uno di noi era un guerrigliero. Chiesi a Gavigna di mettermelo per iscritto e lo fece”. Nel libro, inoltre, Verbistky spiega come Bergoglio, durante la dittatura militare, abbia svolto attività politica nella Guardia di ferro, un’organizzazione della destra peronista, che ha lo stesso nome di una formazione rumena sviluppatasi fra gli anni Venti e i Trenta del Novecento, legata al nazionalsocialismo. Secondo il giornalista, l’attuale arcivescovo di Buenos Aires, quando ricoprì il ruolo di Provinciale della Compagnia di Gesù, decise che l’Università gestita dai gesuiti fosse collegata a un’associazione privata controllata dalla Guardia di ferro. Controllo che terminò proprio quando Bergoglio fu trasferito di ruolo. “Io non conosco casi moderni di vescovi che abbiano avuto una partecipazione politica così esplicita come è stata quella di Bergoglio”, incalza Verbitsky. “Lui agisce con il tipico stile di un politico. È in relazione costante con il mondo politico, ha persino incontri costanti con ministri del governo”.

Oggi. Nonostante non abbia mai ammesso le sue colpe, il presidente dei vescovi argentini ha spinto la Chiesa del paese latinoamericano a pubblicare una sorta di mea culpa in occasione del 30esimo anniversario del colpo di Stato, celebratosi lo scorso marzo. “Ricordare il passato per costruire saggiamente il presente” è il titolo della missiva apostolica, dove viene chiesto agli argentini di volgere lo sguardo al passato per ricordare la rottura della vita democratica, la violazione della dignità umana e il disprezzo per la legge e le istituzioni. “Questo, avvenuto in un contesto di grande fragilità istituzionale – hanno scritto i vescovi argentini – e reso possibile dai dirigenti di quel periodo storico, ebbe gravi conseguenze che segnarono negativamente la vita e la convivenza del nostro popolo. Questi fatti del passato che ci parlano di enormi errori contro la vita e del disprezzo per la legge e le istituzioni sono un’occasione propizia affinché come argentini ci pentiamo una volta di più dai nostri errori per assimilare l’insegnamento della nostra storia nella costruzione del presente”.

Tanti tasselli, quelli raccolti dal giornalista argentino nel suo libro che ci aiutano a vedere un po’ meglio in un mosaico tanto complesso quanto doloroso della storia recente di Santa Romana Chiesa.

Stella Spinelli

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L'intervista a Jeremy Rifkin sull'energia

...questa è la strada!

MOVIMENTO 5 STELLE CAMPANIA - Riunione 05 10 10

COSTRINGIAMO IL COMUNE AD AGGIUSTARE LE STRADE! (PRIMA TAPPA)

________________________________________________________________________________ VISTO CHE OGNUNO DI NOI (o quasi) E' DOTATO DI UN CELLULARE IN GRADO DI FARE FOTO, QUEST'EVENTO SI PROPONE DI INDIVIDUARE, PER LE STRADE DELLA ZONA DI NAPOLI, I FOSSI PIU PERICOLOSI E INACCETTABILI. ABBIAMO UN MESE CIRCA PER FOTOGRAFARE COL CELLULARE OGNI BUCO CHE INCONTRIAMO LUNGO LE STRADE CHE PERCORRIAMO QUOTIDIANAMENTE, NON CI SARA' DIFFICILE! ALLORA: 1. FOTOGRAFATE IL MALEDETTO FOSSO; 2. PUBBLICATE SUL MURO DI QUESTO EVENTO LA FOTO; 3. SCRIVETE L'INDIRIZZO PRECISO DEL FOSSO. SUCCESSIVAMENTE A QUESTA "RACCOLTA DI FOTO", LA TAPPA 2 SARA' LA RACCOLTA DI FIRME PER LA DELEGA E CON QUESTA ANDREMO A PRESENTARE UNA FORMALE RICHIESTA DI PROVVEDIMENTI PRESSO L'UFFICIO COMPETENTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE (CON IN MANO: FOTO + INDIRIZZI + CENTINAIA DI FIRME DELEGA). SE FARANNO ORECCHIE DA MERCANTE, DOPO 15 GIORNI PORTEREMO LO STESSO MATERIALE ALL'ASSESSORE DEL COMUNE DI NAPOLI Agostino Nuzzolo CHE HA I SEGUENTI INCARICHI: Mobilità - Viabilità - Traffico - Parcheggi - Strade (manutenzione ordinaria e straordinaria) - Suolo e Sottosuolo - Servizio Idrico e Fognature - Protezione Civile - Gestione delle Emergenze - Autoparchi Comunali - Impianti Tecnologici - Periferie e Progetti Speciali SE DOVESSE FARE ANCHE LUI ORECCHIE DA MERCANTE, ANDREMO CON LO STESSO MATERIALE DAL SINDACO E SE NON DOVESSE BASTARE BLOCCHEREMO LE STRADE CON IN MANO MANIFESTI LA CUI SCRITTA SARA' "LAVORI IN CORSO!" - CI DEVONO ASCOLTARE! ________________________________________________________________________________ DOBBIAMO ESSERE IN TANTI!!!!!! Per aderire e contribuire qui sotto trovate la pagina di facebook alla quale vi potete liberamente iscrivere http://www.facebook.com/home.php?#!/event.php?eid=117095578314877&ref=mf ________________________________________________________________________________ Clicca qui per aderire all'iniziativa Costringiamo il comune di Napoli ad aggiustare le strade

Calendario degli incontri del Napoli in Campionato

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Vignetta di Staino

Vignetta di Staino

Meteo Napoli - Previsioni in tempo reale

La gravissima denuncia di Beppe Grillo al parlamento su invito degli affari istituzionali

Grillo che denuncia fatti gravissimi e Mavalà Gedini, invece di inventare qualche arringa strampalata in difesa del suo padrone, protesta per il linguaggio.

Dario Fo - satira su Berlusconi parte 1

Dario Fo - satira su Berlusconi parte 2

Dario Fo - satira su Berlusconi parte 3

Futuro prossimo o già presente?